Eremo di Saiano

Questo piccolo santuario ai piedi di Montebello è da secoli centro di spiritualità e preghiera.

Il nome di Saiano deriva dal latino Saxum Jani (“Sasso di Giano”) e testimonia la presenza già in antichità di un tempio dedicato a Giano, dio dei nuovi inizi.

La chiesa che oggi sorge in questo luogo fu invece costruita nel XIV secolo e resta tutt’ora meta di pellegrinaggi e oasi di tranquillità a contatto con la natura.

Castello di Torriana

Nel cuore della Valmarecchia, dove la pianura lascia spazio alle colline, sorge il borgo di Torriana, anticamente conosciuto come “Scorticata” a causa dell’aspetto aspro della roccia su cui è costruito.

Nel Medioevo era un vero e proprio castello, con mura di difesa e torri di avvistamento. Nei suoi sotterranei si narra che sia stato assassinato Gianciotto Malatesta, il quale anni prima aveva ucciso a sua volta Paolo e Francesca, i due tragici amanti della Commedia dantesca.

Oggi sopravvive solo la rocca che accoglie e affascina i visitatori con la sua antica porta d’ingresso e i suoi due maestosi torrioni circolari, testimoni dell’epoca d’oro della Romagna dei castelli.

Verucchio

La storia di Verucchio affonda le sue radici in un passato più antico di quel che ci si potrebbe aspettare da questa tranquilla cittadina: già nell’età del ferro, tra IX e VI sec. a.C. Verucchio era un fiorente centro della civiltà villanoviana, un popolo italico proto-etrusco.

Vasi in terracotta, pregiati mobili lignei, abiti e gioielli preziosi sono solo alcuni degli oggetti dei ricchi corredi funebri villanoviani esposti al Museo Archeologico.

Quello archeologico non è però l’unico aspetto interessante di Verucchio: da non perdere anche la Rocca del Sasso, una delle fortificazioni malatestiane meglio conservate della regione.

San Giovanni in Galilea

Pittoresco borgo di una cinquantina di abitanti, San Giovanni in Galilea incanta per l’atmosfera sospesa nel tempo e il panorama a 360° sulla Romagna: da un lato Carpegna, San Marino e San Leo; dall’altro la riviera, dai lidi ravennati a Gabicce.

Merita una visita anche il cimitero, un piccolo gioiello inaspettato, descritto dal poeta Tonino Guerra come un “tappeto volante sul Montefeltro”.

San Leo

Quando gli chiesero quale fosse per lui il borgo più bello d’Italia, Umberto Eco rispose: “San Leo, una rocca e due chiese”.

Nido d’aquila abbarbicato su una roccia con pareti a strapiombo, San Leo è certamente una tappa imperdibile in Romagna. La sua rocca quattrocentesca è un capolavoro militare, famosa per il suo passato come prigione pontificia e per un prigioniero in particolare: Cagliostro, alchimista esoterista e truffatore, condannato per eresia dalla Santa Inquisizione e morto nella cella più angusta del forte.

Rocca di Maioletto

Restano ormai poche rovine di quella che un tempo era una fortezza inespugnabile, oggi raggiungibile solo tramite percorsi di trekking.

La distruzione di rocca e borgo avvenne nel Settecento a causa di una frana dopo giorni di piogge torrenziali. Secondo le leggende popolari, il disastro non fu altro che una punizione divina verso gli abitanti del paese, rei di aver partecipato a riti pagani proibiti.